Blog Patamu

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Mercoledì, 21 Agosto 2013 10:16

SIAE, questa sconosciuta (anche a sé stessa).

La SIAE vuole che chiunque si esibisca in un live, sempre e comunque, compili un bordero'. Questo può essere comprensibile quando gli artisti coinvolti od i brani eseguiti sono tutelati dalla SIAE. Ma in base a quale legge e a quale regolamento gli autori non iscritti alla SIAE sono comunque tenuti alla compilazione del borderò, anche se eseguono brani non tutelati? Inoltre, da quali norme sono regolamentati gli obblighi degli autori non iscritti alla SIAE? Andrea Caovini, musicista ed autore di questo articolo, invece di accettare passivamente quanto affermato dalla SIAE, ha cercato di chiedere conto di certi obblighi che sembrano più scaturiti da una sorta di status quo (ovvero: si deve fare così perché tutti fanno così) più che da un preciso riferimento normativo. E anche se la battaglia è lungi dall'essere terminata e la verità in merito non ancora emersa, o forse proprio per questo, noi di Patamu abbiamo deciso di chiedere ad Andrea di scrivere un articolo per noi, per dare voce nel nostro blog a queste istanze, assolutamente coincidenti con la filosofia di Patamu di emancipare e rendere consapevoli gli artisti riguardo ai loro diritti ed agli abusi di cui spesso sono fatti oggetto. Buona lettura e buoni commenti.

Lunedì, 05 Agosto 2013 12:15

Una nuova legge per la musica dal vivo.

Ripubblichiamo volentieri una breve nota di Stefano Boeri in merito alla sua campagna di raccolta firme per fare una nuova legge sulla musica dal vivo in Italia, che ci sembra una questione cruciale per un serio rilancio della politica culturale in Italia.

Oggi (il 1° Agosto ndr) a Roma il Presidente della commissione cultura del Senato Andrea Marcucci ha presentato, insieme ad un gruppo di senatori della commissione, un emendamento al decreto del Fare che il Governo discuterà nei prossimi giorni al Senato, che recepisce la nostra petizione per l’autocertificazione per i locali che fanno musica dal vivo al di sotto del tetto dei 200 spettatori.
E’un primo importante successo.
Adesso auguriamoci che l’emendamento venga accettato e inserito nel decreto.
Ma la cosa più importante è che non solo il Ministro dei Beni Culturali Massimo Bray, ma anche un folto gruppo di senatori e deputati – e in primis Roberto Rampi e Francesca Bonomo che hanno dato grande impulso a questa proposta e hanno preparato gli emendamenti- stanno impegnandosi a fondo per la musica dal vivo.
Per una legge che, a costo zero per lo Stato, moltiplicherebbe i luoghi -e il lavoro- per chi la musica la fa, la ospita, la produce e la distribuisce.
Avanti così!

Pubblicato in Uno sguardo all'Italia
Giovedì, 13 Giugno 2013 16:50

Rassegna Stampa Aperiodica #2

1. Intervento di Vittorio Nocenzi all'assemblea dei soci SIAE.

Vi proponiamo, come primo link, il video del duro intervento di Vittorio Nocenzi, fondatore della storica band "Banco del Mutuo Soccorso", all'assemblea dei soci SIAE il 1 Marzo 2013 in cui denuncia senza giri di parole lo stato attuale dell'ente, tra lobbying selvaggia dei poteri forti, scarsa attenzione alla promozione della creatività e nessuna difesa, quando non aperto contrasto, degli interessi dei piccoli soci. E' la prima volta che accuse del genere vengono da un artista così di primo piano e ci pare sia assolutamente cruciale condividere!

2. Nuova sars, la guerra dei brevetti rallenta la ricerca

Un articolo di Repubblica.it che sottolinea il conflitto fra interessi commerciali dietro alle guerre dei brevetti in campo medico e l'interesse pubblico di trovare cure e fare ricerca per la sanità di tutti.

3. Why I no longer give away my music

Interessante e controverso articoletto. Rimane da capire se più che mettere in crisi la validità delle licenze aperte e del libero accesso, piuttosto non dimostri l'impellenza di agire in maniera ancora più netta per contrastare le condizioni della sovrapposizione ideologica fra ciò che non ha "costo" e ciò che non ha "valore" di cui si parla nell'articolo, risultato della cultura della merce dall'attuale sistema produttivo e distributivo.

4. i film in creative commons, la nuova frontiera per i registi emergenti

Articolo del Corriere su come le licenze aperte possano fare la fortuna di un giovane cineasta di talento con una buona opera prima, facilitando la distribuzione del suo film a livello internazionale.

5. Abolito copyright fondi pubblici

Una notizia recentissima, pubblicata da Simone Aliprandi sul suo blog, sulla decisione di liberare nel pubblico dominio quei contenuti prodotti con finanziamenti pubblici prevalenti.

6. I pirati tengono in vita la televisione

Una piccola nota di speranza viene dal partito pirata greco, che contro la chiusura del canale tv pubblico, sta cercando di mantenerla in vita sul web.

Pubblicato in Press review
Giovedì, 13 Giugno 2013 16:09

Rassegna Stampa Aperiodica #1

 

Inauguriamo oggi una rubrica "a-periodica" e intermittente di questo blog, in cui segnaliamo i migliori contributi online sui temi a noi cari: copyright, licenze aperte, commons e accesso libero alla cultura. Buona lettura!

1. The future of Creative Commons

Quale è il futuro delle licenze Creative Commons? Per rispondere a questa domanda l'organizzazione "Creative Commons" ha pubblicato un report che indica scopi e mete delle licenze CC nei prossimi 3 anni. Molto utile a capire secondo quali direttive si svilupperanno le licenze.

2. Diritto d'autore online, prove tecniche di dialogo.

Un interessante articolo di Guido Scorza sull'appena concluso tavolo di confronto organizzato da AGCOM ed equivalenti organismi stranieri per fare un punto sulla necessità di una riforma della legge in materia di Copyright alla luce della rete. Un incontro per molti versi cruciale che segue di pochi mesi la chiusura - per usare le parole di Scorza - "di una commissione di inchiesta che avrebbe dovuto studiare il fenomeno della pirateria online e che si è invece limitata, come racconta la sua relazione finale, a fare un collage, peraltro approssimativo di numeri e cifre assai poco indipendenti e di tesi e posizioni parziali e partigiane."

3. Marimekko print copied from ukranian folk artist

Articolo sullo scandalo che ha colpito la più importante casa tessile finlandese, famosa soprattutto per i suoi "patterns" colorati stampati sui tessuti. In particolare in oggetto c'è l'appropriazione da parte di Kristina Isola, artista di punta della società finlandese di un motivo presente in un quadro dell'artista ucraina Maria Primachenko. Scandalo reso più grave dal fatto che il suddetto pattern è stato già stampato, come elemento decorativo/pubblicità sulla coda di un certo numero di aerei della compagnia Finnair.

4. Una modesta proposta di modifica della siae

Interessante articolo sui possibili futuri di una SIAE che accetti di superare il suo ruolo attuale e trasformarsi in qualcos'altro, scritto in modo chiaro e conciso dal "nostro" Giovanni Maria Riccio per la sua rubrica sul Sole 24 Ore.

5. Social lending quando il finanziamento si chiede alla rete.

Un articolo di Mia Ceran del Corriere.it su Patamu e Smartika, con qualche piccola imprecisione ma nel complesso corretto e in grado di esprimere molto bene tutti i concetti generali, in cui si parla del recente premio vinto da Patamu (con il quale abbiamo coperto una parte dei costi di rinnovo del sito e di sviluppo di nuovi servizi) e della lunga e complessa avventura che ne è seguita (e che non è ancora terminata!) per anticipare i fondi. Avventura sbloccata grazie alla piattaforma di social lending Smartika.

 

 

 

 

 

Pubblicato in Press review

Pubblichiamo qui un articolo scritto da Paolo Tosini, esperto di restauro della Cineteca Nazionale di Città del Messico, espressamente per Patamu.
Pubblichiamo inoltre a fine pagina un contributo video sullo stesso argomento registrato da Paolo Tosini in occasione del RomaCCFest organizzato al Teatro Valle Occupato da Patamu.com, Melting Pro e Teatro Valle Occupato. Buona lettura :)


Nel restauro cinematografico ci confrontiamo spesso con vari problemi legati al supporto fisico, o con limiti di tipo tecnico e tecnologico; tuttavia il più delle volte le problematiche maggiori nascono da questioni di tipo giuridico.
Tante e tante volte il materiale filmico si sta distruggendo o scomparendo per sempre, ma non si puo intervenire perché i possessori dei diritti si oppongono, non esistono più, o peggio ancora vogliono ricavare i maggiori profitti possibili dal materiale filmico e di fatto ne bloccano il restauro.
Fortunatamente, capitano anche occasioni in cui gli eredi preferiscono cedere i loro diritti, pur legittimi, per far sì che il materiale possa essere restaurato nell'interesse del bene comune. Succede però altrettanto spesso che questi preferiscano lasciar morire l'opera piuttosto che permetterne il suo uso.

E che succede con gli archivi orfani o abbandonati? Il materiale orfano è il materiale di cui non conosciamo gli autori o per il quale non è possibile dimostrare legalmente chi sia l'autore. Ma se il materiale è stato abbandonato, perché non possiamo usarlo? Il limite della maggior parte delle leggi internazionali è che queste non prevedono, nella maggior parte dei casi, il rilascio dei film in pubblico dominio se non dopo tempi molto lunghi ed incerti; questo è un punto critico sopratutto perché il materiale filmico necessita di continuo sostegno economico, anche dopo la fase di distribuzione, per poter sopravvivere.
Il materiale filmico d'archivio forma parte della nostra memoria collettiva,  è uno specchio o finestra aperta per sempre su un determinato momento storico, ed è triste considerare che in molti casi i limiti di copyright ci impediscano di poter usare, o salvare, questo materiale.
La prospettiva si fa anche peggiore se consideriamo il futuro dei film. In Messico - dove io lavoro - viviamo un momento di grande produzione cinematografica, e nonostante ciò il materiale che a partire dagli anni '90 è stato depositato nel archivio nazionale è veramente minimo.

E in Italia? Anche in Italia la situazione non è rosea: ci sono varie Cineteche che lavorano per ritrovare, raccogliere e restaurare film andati persi, tuttavia intervengono anche qui i soliti limiti legali a limitare le possibilità di accesso ai film. Sorge una domanda: perché ci battiamo per recuperare le opere d'arte rubate o trafugate, per restaurare le opere d'arte danneggiate o in pericolo per l'usura del tempo, ma ancora oggi non consideriamo i nostri film come opere appartenenti al patrimonio culturale ed artistico del nostro Paese, ovvero come opere da salvaguardare?

A volte solo la sorte salva i film. Un caso emblematico è quello della Giovanna D'Arco di Charles Dryer; dopo poco la sua uscita, a causa del suo contenuto la pellicola venne messa a giudizio e conseguentemente distrutta. Dopo più di 60 anni si trovò fortuitamente, in un armadietto di un ospedale psichiatrico in Danimarca, l'ultima copia esistente del film. In questo caso, almeno, il destino ha sconfitto il diritto.


Link:

www.europafilmtreasures.it - Materiale d'archivio accessibile gratuitamente in streaming - Cineteca del Friuli
archive.org/details/movies - Copie restaurate di film ormai entrate nel pubblico dominio e quindi liberamente scaricabili

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