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Mercoledì, 14 Febbraio 2018 11:43

Nasce Patamu Cloud per condividere la tua creatività dopo averla tutelata

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Nell’era della creatività la parola d’ordine è condivisione. Ma anche tutela degli autori e libertà nel poter scegliere se e come condividere le proprie opere. Ecco perché Patamu, la piattaforma che dal 2010 tutela artisti e creativi in alternativa al monopolio SIAE, lancia il nuovo servizio Patamu Cloud, uno spazio di lavoro moderno che permette ai nostri iscritti di raccogliere, organizzare e condividere i propri lavori creativi dopo averli tutelati con Patamu Registry.

Adriano Bonforti, fondatore della piattaforma che dal 2010 tutela le opere dei suoi autori e si propone come alternativa al monopolio Siae: “Finalmente uno spazio in cui conservare, organizzare e condividere in sicurezza le opere degli artisti”.

Roma, 14 febbraio 2018 - Nell’era della creatività la parola d’ordine è condivisione. Ma anche tutela degli autori e libertà nel poter scegliere come condividere le proprie opere. Ecco perché Patamu, la piattaforma che dal 2010 tutela artisti e creativi in alternativa al monopolio Siae, lancia uno spazio di lavoro moderno che permette a chiunque di raccogliere, organizzare e condividere i propri lavori creativi.

Una vera e propria vetrina user friendly e che fa della condivisione il suo punto di forza, e che usato in sinergia con il servizio Patamu Registry permette di associare alla condivisione anche la sicurezza della protezione della propria creatività.
Patamu Cloud fa così della collaborazione creativa uno spazio dove creare sinergie stimolanti e produttive.

“Con Patamu Cloud viene offerto uno spazio in cui conservare, organizzare e avere sempre a disposizione le proprie opere, insieme alla possibilità, finalmente, di condividerle in totale sicurezza e rispetto delle proprie esigenze”, spiega Adriano Bonforti, fondatore di Patamu ed esperto di tutela digitale dei diritti d’autore. “La scelta di rendere il lavoro visibile a tutti, mantenerlo privato oppure condiviso con la propria rete dipende esclusivamente dalle preferenze dell’utente, che ha il totale controllo sulla gestione della sua pagina e sulle condivisioni”.

L’idea di Patamu Cloud, lanciato in versione beta e aperto alle innovazioni e allo sviluppo in cooperazione con i propri utenti, è quella “di permettere ai progetti di ottenere la giusta visibilità attraverso tutti i canali e di far crescere il proprio lavoro”. È possibile infatti condividere direttamente su tutti i principali social, ottenendo un link da diffondere su ogni piattaforma oppure attraverso il QR Code.

Grazie a Patamu Cloud è possibile creare e personalizzare il proprio profilo rendendolo unico, seguire i propri artisti preferiti e farsi seguire dai propri fan. “È uno strumento pensato anche per entrare in contatto con nuove realtà, ispirare gli altri e lasciarsi ispirare”, dice Bonforti.

Rendere le opere condivisibili e allo stesso tempo protette permette ai progetti di essere proposti in modo efficace: l’artista è protagonista, e ha la possibilità di condividere non solo le sue opere ma anche il racconto del loro sviluppo. “Ed è anche il posto giusto per confrontarsi con altri creativi”, dice ancora il fondatore di Patamu.

Patamu Cloud è un'estensione del servizio di tutela dal plagio Patamu Registry, che permette dopo il deposito di condividere in modo facile e con uno short link univoco il certificato di registrazione su Patamu e/o la pagina di descrizione dell'opera.

L’iscrizione a Patamu Cloud è semplice e gratuita, e l’utente può caricare le opere che ha già deciso di proteggere direttamente dalla piattaforma di Patamu oppure nuove opere da tutelare.

Patamu è la piattaforma che dal 2010 tutela artisti e opere anche in Italia in alternativa al monopolio Siae. Oggi conta 15mila iscritti e più di 60mila opere tutelate. Ha vinto numerosi premi e sta portando avanti una campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e di pressione istituzionale per il superamento del monopolio per la tutela del copyright, in applicazione delle norme europee che hanno aperto di fatto questo mercato ma che non sono ancora pienamente recepite in Italia.

Letto 910 volte Ultima modifica il Giovedì, 15 Febbraio 2018 16:21