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Un file audio in cui, semplicemente, pronuncia il proprio nome.

Come precisato dall’Avv. Alfredo Esposito nel recente articolo pubblicato su Agenda Digitale, il marchio sonoro è ammesso nell’ordinamento dell’Unione Europea a seguito della riforma del 2017. Sono marchi sonori registrati, ad esempio, il “ta-dum” di Netflix e il ruggito del leone della Metro Goldwyn-Mayer.

La scelta di Giusy Ferreri si inserisce sicuramente nell’ampio solco del nuovo rapporto, in costante evoluzione, tra Intelligenza Artificiale e creatività: un rapporto in divenire, in continuo aggiornamento, nel quale si cerca anche di prevedere e anticipare scenari futuri di tutela e interazione.

Pubblicato in Uno sguardo all'Europa