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Giovedì, 19 Aprile 2018 08:40

Blockchain: quando la tecnologia supporta l'innovazione sociale In evidenza

Scritto da  Redazione Patamu

 

Negli ultimi mesi si è parlato molto di Blockchain. A dire il vero, sulla stampa internazionale, ha soprattutto trovato spazio una delle sue applicazioni, in quanto tecnologia costitutiva della criptovaluta Bitcoin. La “moneta” in questione innesca accesi dibattiti fra gli economisti sulla redditività degli investimenti, la sicurezza digitale e il rischio speculazioni finanziarie.

Quello delle criptovalute non è però l’unico settore in cui si può applicare questa tecnologia molto sofisticata. Appare da subito evidente che per spiegare il funzionamento tecnico sarebbe molto meglio essere degli informatici. Ma per cominciare a inquadrare meglio di cosa si tratti possiamo semplicemente dire che la blockchain è un sistema che consente di certificare delle operazioni digitali e tale rimane, a prescindere dall’utilizzo che ne fanno aziende, criptovalute, governi e altre organizzazioni.

Come ricorda Wired la blockchain oggi è principalmente usata nei sistemi di pagamento, per tracciare e per gestire dati e documenti. Oggi “è il settore finanziario il più interessato alle tecnologie legata alla catena di blocchi. Vale il 59% dei progetti censiti”. A fare il punto è la ricerca dell’Osservatorio Blockchain & Distributed Ledger della School of Management del Politecnico di Milano. In crescita sono anche le attività di governo, la logistica, le utility. Anche Patamu utilizza la blockchain per le marcature digitali, ovvero per offrire una prova legale dei depositi per la tutela del diritto d’autore. Vale quindi la pena riportare l’attenzione alle applicazioni pratiche che la blockchain offre.

La blockchain, che in italiano potremmo tradurre con “catena di blocchi”, è un procedimento di condivisione di risorse informatiche, in grado di rendere disponibile per una community di utenti un database virtuale pubblico. Attraverso un protocollo in continuo aggiornamento i dati conservati attraverso questa tecnologia sono reperibili e comparabili su registri protetti con validazione crittografata.

Entrano quindi in gioco tre elementi fondamentali: la community, la trasparenza nella condivisione e la crittografia. L’unione di questi fattori crea un’importante spinta verso l’innovazione tecnologica, un procedimento complesso ma anche caratterizzato da un carattere di interesse sociale e solidale.

Questo sistema quindi può essere applicato anche per registri pubblici, libri trasparenti sui dati delle vendite, registrazione della data di deposito di documenti digitali, registrazione del copyright e produzione di garanzia per la paternità delle opere di ingegno creativo. Il primo procedimento di blockchain fu ideato e realizzato da una persona anonima o un gruppo che prese il nome di Satoshi Nakamoto nel 2008. Già l’anno seguente il sistema divenne il libro mastro per le transazioni pubbliche della criptovaluta Bitcoin. A questa connessione e al mistero dietro la reale identità degli ideatori si deve la reputazione - non sempre buona - che si è andata accentrando attorno alla blockchain.

Come tutte le novità in campo tecnologico, ci sarà bisogno di una regolamentazione internazionale, nella speranza che questo sistema possa diventare in un prossimo futuro uno strumento a favore della trasparenza e niente altro. Patamu ha creduto - fra le prime realtà in Italia - in questo sistema e offre ad oggi diversi tipi di marcature digitali per consentire ai suoi iscritti delle prove legali con validità internazionale e tutelare creatività, opere di ingegno e artisti.

Letto 720 volte Ultima modifica il Lunedì, 23 Aprile 2018 13:10
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