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Martedì, 24 Aprile 2018 22:00

Maria Telkes: La regina del Sole e l’impegno nel sociale In evidenza

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Maria Telkes Maria Telkes New York World-Telegram and the Sun staf / Wikimedia.org

 

In occasione del Wipo Day, (Giornata mondiale per la proprietà intellettuale) Patamu ricorda la figura di una donna che attraverso la ricerca ha dato un contributo importante allo sviluppo tecnologico. Il tema di questa giornata, che si terrà il prossimo 26 aprile 2018, è infatti dedicato alla creatività e all’innovazione realizzate dalle donne.

Parliamo allora di Maria Telkes (Budapest 1900 – 1995) che contribuì in modo decisivo allo sviluppo dell’energia solare. Si meritò non a caso il soprannome di “Sun Queen” – “Regina del sole”, proprio grazie ai risultati ottenuti dalle sue ricerche. Dopo la laurea in Chimica all’università conseguita a Budapest si trasferì negli Stati Uniti, dove iniziò a lavorare per importanti società.

Nel 1939 ottenne un incarico al MIT (Massachusetts Institute of Technology) e collaborò alla realizzazione di un’abitazione dotata di un sistema di accumulo di calore solare. La Telkes propose quindi un sistema in grado di far circolare l’aria calda, che sarebbe stata poi raccolta nei pannelli solari. Da qui cominciò una serie di nuovi e fortunati progetti, che insieme al supporto di altri ricercatori diventarono col tempo sempre più importanti. Il suo impegno nel campo dell’energia solare fu da allora costante.

Per conto del governo americano, durante la seconda guerra mondiale riuscì a progettare un sistema per trasformare l’acqua marina in acqua potabile. La sua invenzione consisteva in un “distillatore solare”, un sistema in grado di trattare l’acqua marina e garantire la sopravvivenza.

Gli studi e gli esperimenti di Maria Telkes furono sempre orientati a risolvere problemi umani e diedero ispirazione a numerose altre ricerche di utilità sociale finalizzate al supporto delle comunità isolate. I “Fornelli solari”, frutto di altri suoi progetti innovativi, erano ideati per supportare i paesi più poveri, aiutare le donne dei villaggi a cuocere il cibo senza bisogno di bruciare legna, e senza pericoli per i bambini.

Una vita, la sua, dedicata a sostenere l’energia solare. Un approccio semplice, ecologico e democratico, in grado di rispondere ai bisogni fondamentali dell’uomo come acqua potabile, calore, elettricità, luce; spesso del tutto assente nei paesi poveri del mondo.

Proprio per questa ragione ricevette vari premi internazionali. Fra le prime donne a ricoprire il ruolo di ingegnere e inventore, ha un posto nella National Inventors Hall of Fame, Fondazione dedicata alla memoria e alla promozione scientifica.

Letto 609 volte Ultima modifica il Martedì, 24 Aprile 2018 09:16
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