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Mercoledì, 22 Gennaio 2014 05:38

Gli iscritti zombie dell'Archivio Opere SIAE

Se l'archivio delle opere SIAE è inaffidabile (dunque inutile e dannoso)

C'è fermento in città. E questo ci fa piacere. Si inizia a capire da più parti, finalmente, che non esiste solo la musica depositata in SIAE. Che si possono trovare alternative, ad esempio eseguendo e diffondendo musica in Creative Commons (CC), accordandosi per il suo utilizzo (qualora non fosse previsto dalla licenza) solo con l'autore od eventualmente con collecting societies estere, certamente più lungimiranti della SIAE, poiché permettono l'utilizzo delle licenze CC.

Bene, benissimo, ma allora diventa vitale riuscire a capire quali opere sono effettivamente depositate in SIAE e quali no. In una collecting society che si rispetti, affidabile e seria, la risposta dovrebbe essere: "tranquilli tutti, abbiamo un database, aperto, costantemente aggiornato quindi affidabile, ed accessibile a tutti, dal quale si evince quali opere sono sotto la nostra protezione, e solo su queste opere noi verremo a rompere le scatole".
Ed infatti la SIAE ha messo a disposizione di tutti, dal lontano 2008, l'Archivio delle Opere Musicali SIAE"aggiornato continuamente, contiene informazioni relative alle opere musicali amministrate dalla SIAE, comprese le opere straniere amministrate in Italia dalla SIAE" (parole loro).

Come? La SIAE fa una volta tanto quello che uno si aspetterebbe da lei? Il mondo sta finalmente cambiando? Una nuova era ci attende? Invece no: come al solito (da pronunciarsi pur-tròp-po) non è così. Leggere per credere...(clicca su leggi tutto).

Al momento del deposito di un file Patamu permette di scegliere una licenza di distribuzione della propria opera, che serve ad indica agli utilizzatori sotto quali condizioni viene loro permesso di ridiffondere ed (eventualmente) modificare l'opera.
In questa pagina potete farvi un'idea di come scegliere la licenza di distribuzione della vostra opera.

Pubblicato in Guide e Tutorial

In queste ultime settimane abbiamo tutti avuto modo di leggere che il governo, salvatosi dal baratro della sfiducia, ha convertito in legge il cosiddetto "decreto-cultura", contenente, tra le altre cose, alcune disposizioni per il rilancio delle attività musicali e dello spettacolo dal vivo.

Oltre al tax credit, ovvero l'introduzione di un sistema di agevolazioni fiscali per chi investe in un certo tipo di produzioni musicali (in modo simile a quanto avviene già per il cinema), il decreto convertito in legge contiene un'interessante norma riguardante la semplificazione amministrativa per l'organizzazione di eventi musicali minori. 

Tutto nasce dalla petizione #piumusicalive, presentata e fortemente voluta da Stefano Boeri e sostenuta dal ministro Massimo Bray, per l'approvazione di una legge che potesse favorire la musica dal vivo così come nel Regno Unito è avvenuto con il “Live Music Act”, che  ha semplificato l'iter burocratico per gli eventi di musica dal vivo con meno di 200 spettatori entro le ore 23, incentivando le formazioni che si esibiscono “in acustico”.


Pubblicato in Uno sguardo all'Italia
Giovedì, 03 Ottobre 2013 19:54

La SIAE tutela davvero gli autori?

Il 2 Ottobre si è tenuto presso la Camera dei Deputati l'incontro su AgCom, SIAE e diritto d'autore, al quale sono stato invitato per parlare della SIAE e del suo ruolo nella tutela degli autori. Riporto qui sia la traccia scritta che la traccia audio dell'intervento.


Consiglio, per chi fosse interessato al tema, sia la lettura del testo che ascolto dell'audio, poiché questi differiscono sensibilmente. Detto questo, buona lettura.

Uno degli scopi principali della SIAE dovrebbe essere la tutela degli autori iscritti essenzialmente attraverso due meccanismi: la prova di paternità, che permette ad un autore di tutelarsi dal plagio, e la riscossione dei diritti d'autore (o royalties)  per ogni utilizzo dell'opera, con successiva redistribuzione all'autore interessato. Mentre per produrre una prova di paternità legalmente valida esistono molti modi, al contrario per quanto riguarda l'intermediazione nella riscossione delle royalties la SIAE si trova attualmente in posizione di monopolio (limitatamente al territorio italiano), e non possono esistere altri enti con sede in Italia che effettuino la stesso servizio...

Di fronte al silenzio della SIAE di oggi, abbiamo finalmente trovato almeno una risposta univoca ed inconfutabile da parte della SIAE di ieri: per serate in cui si eseguano esclusivamente musiche di pubblico dominio o musiche di musicisti non iscritti alla SIAE, invece del programma musicale è possibile produrre un'autocertificazione da presentare anticipatamente rispetto all'evento, e per il quale non è necessario versare alcun anticipo. Possiamo dunque affermare con certezza che è scorretto quanto affermato ancora oggi dalla SIAE sul proprio sito quando dice che si è obbligati a compilare il borderò anche per musiche non SIAE o di pubblico dominio. Di rimando, se mandatari tratti in inganno dal sito della loro stessa società dovessero ripetervi la stessa cosa, leggendo l'articolo saprete cosa rispondere, e farete un favore anche a loro aiutandoli ad informarsi.